La sentenza della Corte suprema federale conferma la possibilità di vendere licenze di volume usate e distinte

 

5 5 cose importanti da sapere
La Corte suprema federale ha rifiutato ieri il ricorso del produttore di software Adobe e ha confermato quindi la sentenza di ultima istanza della Corte di giustizia dell’Unione europea. Le licenze di volume usate possono essere anche distinte e le licenze rivendute singolarmente.

 

1. Come si è arrivati alla sentenza?

La Corte d’appello di Francoforte sul Meno aveva già emesso una sentenza nel 2012 (sigla11 U 68/11), riconoscendo l’ampia liberalizzazione del commercio del software usato sulla base della decisione del Corte di giustizia dell’Unione europea. La decisione riguardava il fatto che anche le licenze individuali potevano essere rivendute dai contratti di volume acquistati. Il ricorso del produttore di software Adobe contro questa sentenza della Corte d’appello è rientrato interamente (sigla I ZR 8/13). Con questo, la sentenza in ultima istanza della Corte d’appello di Francoforte sul Meno viene confermata e le domande pertinenti dei commercianti di software usato sono state delucidate.

 

2. Le licenze da contratti di licenze di volume possono essere rivenduti singolarmente.

Non esiste un divieto di suddividere le licenze acquisite dentro un contratto di volume (eccezione: circostanze speciali con licenze del client/server). Il ragionamento emblematico del produttore, che giustificava le licenze di volume come un’unica licenza, visto anche il numero di serie unico, non è valido.

 

3. La sentenza è valida anche per programmi software con un prezzo ridotto, ad esempio le licenze EDU.

Anche le licenze EDU possono essere commercializzate usate. Questi contratti di licenze per ricercatori e professori vengono offerti nell’ambito di un programma di sconti: una restrizione significherebbe che i produttori di software debbano rivedere la loro politica dei prezzi per contrastare il commercio dell’usato. Con tale procedimento, i magistrati esprimono nella loro sentenza una chiara risposta negativa.

 

4. Il software scaricato online può essere commercializzato come usato, anche quando il produttore lo esclude dal contratto di licenza.

La Corte di Giustizia dell’Unione Europea si è già pronunciata in merito il 3 luglio 2012, descrivendo l’applicazione del principio di esaurimento su ogni primo acquisto di un software, a prescindere dal suo canale di distribuzione. Anche qualora il contratto di licenza di una cessione lo proibisca più tardi, il produttore di software non può opporsi alla rivendita di questa licenza software. Il titolare può liberamente rivendere il suo software. Un secondo acquirente è autorizzato a scaricare nuovamente il software dal produttore e ha il pieno diritto di ottenere gli aggiornamenti per il suo software.

 

5. A cosa bisogna fare attenzione durante l’acquisto di un software usato?

  • La Corte di giustizia dell’Unione europea ha stabilito inequivocabilmente i presupposti legali da compiere per l’acquisto di software usato.
  • La copia del programma è stata fatta circolare nell’Unione Europea o in Svizzera con il consenso del produttore o l’autore.
  • Esiste una cessione definita, senza leasing
  • Con la cessione di una copia del programma a un terzo, l’acquirente iniziale deve rendere inutilizzabili gli esemplari rimasti.
  • L’utente di un programma di informatica deve dimostrare, mediante la catena dei diritti, che è autorizzato ad usare l’esemplare del programma in questione.

 

12.12.2014

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